Ciò che conta davvero
- Leda Cazzarò

- 20 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Prima di morire, a soli 40 anni, la stilista di fama mondiale Kyrzayda Rodríguez lasciò alcune parole che oggi suonano come un monito pieno di verità. Raccontò che aveva avuto l’auto più costosa nel suo garage, ma alla fine dovette muoversi su una sedia a rotelle. Il suo armadio era colmo di vestiti firmati, scarpe e oggetti di lusso, ma il suo corpo, alla fine, era coperto solo da un lenzuolo d’ospedale. Aveva accumulato denaro in banca, ma quella ricchezza non le portava alcun beneficio.
Disse che la sua casa era come un castello, eppure gli ultimi giorni li trascorse in due letti d’ospedale, spostandosi da un laboratorio all’altro. Ricordò i voli in jet privato, i soggiorni in hotel a cinque stelle, la fama e le firme concesse a centinaia di persone. Ma nel tratto finale, né i viaggi, né la reputazione, né il lusso furono un rifugio. Tutto ciò che sembrava importante si rivelò un’illusione, incapace di darle pace.
Elencando la sua vita, Kyrzayda confessò che tutto ciò che aveva inseguito — auto, case, denaro, potere, riconoscimenti — perse valore davanti alla fragilità del corpo e alla certezza della morte. L’unica verità rimasta era l’importanza della salute, del calore umano, di un piatto di cibo e di un luogo in cui riposare.
Il suo messaggio finale fu semplice e immenso: “Per favore, sii felice con il poco o il molto che hai. Finché hai la salute, un piatto di cibo, un posto dove dormire e una famiglia, hai già tutto.”
Queste parole non vogliono negare il valore dei sogni o dei traguardi, ma ricordarci che nessuno di essi ha senso se dimentichiamo l’essenziale. Perché la vita, alla fine, non si misura da ciò che accumuliamo, ma da ciò che sentiamo, condividiamo e amiamo.
Con presenza, ascolto e amore, Adel
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