Dal pensiero al destino: la catena invisibile
- Leda Cazzarò

- 20 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min

“Il pensiero condiziona l’azione. L’azione determina il comportamento. Il comportamento ripetuto crea abitudini. L’abitudine struttura il carattere. E il carattere marca il destino.”– Aristotele, 384–322 a.C.
Parole antiche, ma più attuali che mai. Quello che pensiamo ogni giorno non rimane sospeso nel vuoto: diventa gesto, diventa scelta, diventa impronta. E quando un gesto si ripete, diventa abitudine. Le abitudini scolpiscono lentamente la forma della nostra mente e del nostro cuore, fino a definire chi siamo. Alla fine, quel mosaico di abitudini diventa il nostro destino.
E allora la domanda è: quali pensieri stiamo coltivando oggi? Perché da lì si costruisce tutto il resto.
Oggi la gioventù — ma in realtà ciascuno di noi — vive immersa in un mondo che incoraggia abitudini materialiste: consumo, ego, ricerca del piacere immediato. Non c’è nulla di male a godere dei progressi e dei mezzi che la tecnologia ci offre; il problema è quando questi mezzi diventano fini. Se il nostro pensiero si orienta solo al possesso, al confronto, alla gratificazione veloce, i nostri gesti quotidiani si piegano in quella direzione. Così nascono abitudini che nutrono l’ego e lasciano vuoti, anziché pieni. E quel vuoto, a lungo andare, pesa come un macigno.
Aristotele ci ricorda che il destino non è un fatto cieco o casuale: è una traiettoria che nasce dentro di noi, nella scelta invisibile del pensiero che decidiamo di alimentare.
E se invece coltivassimo pensieri di altruismo, empatia, gentilezza, amore? Se facessimo dell’abitudine al bene una disciplina quotidiana? Invece di abituarci a correre dietro al piacere immediato, potremmo abituarci a vivere nella gratitudine, a scegliere il rispetto, a seminare nel piccolo gesti di bontà.
Questo non ci renderebbe solo individui migliori: ci renderebbe più liberi. Perché un carattere nutrito di abitudini luminose non è schiavo del bisogno costante di riempirsi dall’esterno. È radicato, stabile, orientato a un senso che non crolla.
Alla fine, la catena è semplice: pensiero → azione → comportamento → abitudine → carattere → destino. Tutto inizia da un pensiero. La vera domanda è: quale pensiero decidi di coltivare oggi?
Con presenza, ascolto e amore, Adel
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