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Decidere di scendere dal treno sbagliato

Aggiornamento: 26 ago 2025


Più a lungo rimani sul treno sbagliato, più costoso sarà tornare a casa. Ma il prezzo più alto non è quello del biglietto. È il tempo che perdi, le opportunità che lasci andare, le versioni di te stesso che non diventi. Ci sono viaggi che iniziano per scelta e altri per abitudine, per paura, per illusione. A volte saliamo su quel treno convinti che ci porterà lontano, che sia l’unico disponibile, o che, semplicemente, sia tardi per cambiare. Ma ogni stazione ignorata, ogni paesaggio che non riconosci, ogni nodo che si stringe dentro al petto è un messaggio silenzioso: non sei nel posto giusto. Eppure resistiamo. Perché scendere richiede coraggio. Perché ammettere che ci siamo sbagliati ci mette a nudo. Perché il pensiero di tutto ciò che abbiamo investito — tempo, emozioni, sogni — pesa più del desiderio di tornare a noi stessi.

Ma il vero errore non è salire su quel treno. Il vero errore è restarci quando l’anima urla che non è la tua direzione. Quando inizi a giustificare l’inquietudine, a razionalizzare la stanchezza, a camuffare la mancanza di gioia come “normale routine”, allora è il momento di fermarti. Di guardare dove sei, e chiederti con sincerità se questa è davvero la vita che volevi. Non importa quanto lontano sei andato nella direzione sbagliata. Il primo passo giusto è sempre quello di riconoscere che non vuoi più andarci. Fermarsi non è una resa. È un atto sacro di verità.

A volte basta un respiro per risalire in superficie. Un istante di lucidità in mezzo alla nebbia. Un sussurro del corpo, una stretta nel petto, un sogno ricorrente. L’anima trova mille modi per chiamarti, ma sei tu a dover ascoltare. E scegliere. Perché ogni giorno che resti su quel treno, diventi un po’ meno te stesso. E ogni giorno che scegli di tornare, anche se non sai ancora come, anche se fa paura, ritrovi una parte dimenticata. La vita non ti giudica per le deviazioni. Ti osserva, silenziosa, e ti aspetta. Ti tende la mano appena decidi di cambiare. E quando lo fai, scopri che il viaggio più prezioso non è quello che ti porta lontano, ma quello che ti riporta vicino. A casa. Dentro di te.


Con presenza, ascolto e amore, Adel


 
 
 

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