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Il potere di scegliere i pensieri


Ci sono momenti in cui ci accorgiamo che un pensiero ci sta avvelenando dall’interno. Può generare rabbia, risentimento, frustrazione, impotenza, disperazione, colpa o vergogna. E quando succede, non dobbiamo lasciarlo correre indisturbato: è lì che sta la chiave del nostro potere.

Non significa negare il dolore o evitare la responsabilità. Il pentimento, ad esempio, è necessario: è ciò che ci rende umani, ci permette di riconoscere i nostri errori e di riparare. Ma la colpa è un’altra cosa: è autoaggressione. La vergogna, invece, è autoannullamento. Sono energie che non ci correggono, ci consumano.

E allora, quando riconosci un pensiero di questo tipo, non continuare a nutrirlo come hai sempre fatto. Fermati e dì a te stesso: “È un’energia, sta muovendo qualcosa nella mia vita”. Non combatterlo, perché ciò che resisti, persiste. Piuttosto, cambialo. Cercane un altro. Scegli un pensiero differente, che orienti la tua attenzione in una direzione nuova.

Non ci rendiamo conto della forza dei pensieri. Eppure sono loro a plasmare la nostra percezione, il nostro sentire, e di conseguenza le nostre azioni e i nostri risultati. Se ti stai massacrando con pensieri duri e autocritici, come puoi pretendere di sentirti meglio? Non puoi. Devi imparare a pensare in un altro modo.

Il giorno in cui una persona comprende che può scegliere i propri pensieri, che ciò che pensa influenza ciò che sente, e che il suo modo di sentire determina il suo modo di agire e quindi i risultati che ottiene, quel giorno comincia a riconquistare la propria libertà.

Ogni volta che vedi un pensiero che ti trascina verso il basso, ricordati: non sei obbligato a restare lì. Puoi scegliere. E ogni scelta è un passo in più verso la tua liberazione interiore.


Con presenza, ascolto e amore, Adel

 
 
 

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